Lampropeltis triangulum

Lampropeltis triangulum
Falso Corallo
Famiglia: Colubridae

Introdizione : I Lampropeltis fanno parte di uno dei generi di serpenti più popolari in cattività. Il genere Lampropeltis è endemico dell’america del nord e del sud,del quale molte specie sono diffuse negli stati uniti. Le specie di questo genere sono popolari tra gli erpetofili per la loro robustezza, la facilità di allevamento e le loro stupende e variabilissime livree ,che ad inganno dei predatori,risultano molto simili a quelle dei serpenti corallo (genere micrurus). Questa scheda riguarda l’allevamento di base del genere lampropeltis, e comunque consigliabile informarsi riguardo le esigenze delle singole specie.

Terrario : Le dimensioni contenute dei Lampropeltis fanno si che sia possibile scegliere molti formati di terrari/fauna box è comunque consigliabile alloggiare esemplari baby in box piuttosto contenuti,in modo da rendere più facile l’avvistamento della preda;i box tuttavia devono essere abbastanza spaziosi da rendere possibile una escursione termica da un estremo del terrario all’altro.
Esiste una varietà di materiali da utilizzare come substrato.per prima cosa dovrebbero essere evitati i trucioli di pino o cedro,poiché il forte odore che emanano irrita l’apparato respiratorio,e inoltre c’è sempre il rischio di costipazione dovuto all’ingestione durante i pasti di trucioli. I pezzetti di corteccia sterilizzati sono una buona scelta,sono esteticamente gradevoli e relativamente facili da pulire,inoltre permettono al serpente di interrarsi. Un substrato non attraente ma molto funzionale rimane i fogli di giornale,che diventano assolutamente indispensabili durante il periodo di quarantena.
È importante fornire ai serpenti dei rifugi dove nascondersi, in modo che si possano sentire al sicuri nel loro terrario. I rifugi possono essere delle vaschette di plastica capovolte e forate da un lato,scatole delle scarpe,se poi optiamo per l’estetica allora possiamo costruire caverne, tunnel ecc. utilizzando materiali raccolti in natura e sterilizzati in forno ad una temperatura di 120°per circa 30 minuti. Indispensabile una vaschetta per l’acqua, abbastanza grande da permettere al serpente di immergersi completamente, che comunque deve riuscire ad uscirne agevolmente.

Riscaldamento e Illuminazione : Il fattore chiave per il mantenimento dei Lampropeltis (e di tutti gli altri rettili) in cattività è quello di fornire condizioni climatiche corrette. I serpenti sono ectotermi, cioè non sono in grado di modificare la propria temperatura corporea. Per permettere ai serpenti di scegliere la temperatura corporea adeguata è necessario creare una differenza di temperatura da un lato del terrario all’altro. La temperatura ambientale ideale varia con le diverse specie di lampropeltis, tutta via una temperatura che si adatta a tutte le esigenze dovrebbe andare da un minimo di 22° nel punto più freddo, ad un massimo di 31° nel punto più caldo. Nel caso si utilizzi un terrario si può utilizzare un cavetto riscaldante posizionato all’interno, il cavetto deve coprire diciamo il 25% della base, e tutto un lato, attenzione a schermare bene il cavetto onde evitare scottature al serpente. Nel caso di un fauna box il cavetto può essere posizionato con lo stesso sistema, però all’esterno. Un’altra scelta è una semplice lampadina riscaldante spot (per intenderci quelle che emettono una luce concentrata) posizionata ad una estremità del terrario in modo che punti orizzontalmente. Questo però è possibile solo con terrari di adeguate dimensioni, nel caso si usi la lampadina è importante soprattutto l’altezza a cui viene attaccata,per evitare che il serpente si bruci sotto di essa o addirittura riesca ad arrampicarvisi, per evitare questo inconveniente è consigliabile schermare la lampadina con della rete metallica.
Il wattaggio della lampadina o del cavetto possono essere scelti facendo delle prove con dei termometri, uno nel punto caldo e uno in quello freddo, comunque ci accorgeremo magari di una temperatura troppo alta nel caso il serpente stia la maggior parte del tempo nel punto più freddo, o nella vasca dell’acqua, e viceversa di una troppo bassa nel caso il serpente stia prevalentemente sotto la lampadina o sopra il cavetto.
Per quanto riguarda l’illuminazione è necessario fornirla artificialmente solo nel caso in cui quella naturale sia scarsa . La luce necessaria può essere fornita mediante un neon, non necessariamente uno specifico per rettili. Le ore di luce variano da 12 al giorno, nei mesi caldi, a 10 al giorno, nei mesi freddi.

Umidità :Un altro importante fattore è l’umidità. La maggior parte dei Lampropeltis è a suo agio con una umidità che varia dal 40 al 60%. Un’aumento dell’umidità presente nel terrario diventa importante al momento della muta. Un serpente prossimo alla muta assume una colorazione meno brillante, gli occhi si opacizzano, a questo punto è possibile nebulizzare all’interno del terrario con un nebulizzatore da fiorista. Mute incomplete sono segno di umidità troppo bassa. E possibile oltre alla normale nebulizzazione, fornire una cosiddetta “cassetta di umidità”, un rifugio costituito da un vaso rovesciato, una scatola di pastica ecc. con un foro praticato su di un lato, all’interno si metterà del muschio umido, o anche carta assorbente inumidita.
Ricordarsi comunque di fornire sempre una vaschetta di acqua grande tanto da far immergere completamente il serpente.

Alimentazione : Per gli esemplari giovani una dieta a base di pinkie (topolini neonati ancora senza pelo) è l’ideale, generalmente 1-2 pinkie a settimana sono sufficienti. Man mano che il serpente cresce crescerà anche la preda.una regola pratica generale è quella di fornire al serpente prede grandi circa quanto il diametro della parte più grande del serpente (testa esclusa). I serpenti del genere lampropeltis in particolare, sono soliti mangiare altri ofidi, infatti in natura i serpenti a sonagli sono una parte significativa della loro dieta! E’ quindi sconsigliabile alloggiare più di un esemplare per terrario.
Finchè la preda è di piccole dimensioni può essere somministrata viva, ma se si tratta di un topo abbastanza grande conviene somministrata scongelata, appena uccisa o perlomeno stordita.
Nel caso la preda sia somministrata viva è assolutamente necessario assistere quantomeno all’uccisione della preda.
Occasionalmente un serpente può rifiutare di alimentarsi. Il rifiuto di alimentari può essere causato da una molteplicità di fattori quali: condizioni ambientali errate, muta, gravidanza, malattia (parassiti interni ecc.)
Se un serpente rifiuta di alimentarsi per più di 4 settimane, le condizioni climatiche sono adeguate (rifugio compreso), non è in muta e non è stato accoppiato, allora è il caso di ipotizzare un malessere. Alcuni serpenti rifiutano di alimentarsi d’inverno, anche se le condizioni ambientali sono ottimali, questo è dovuto al loro istinto di brumare.
La maggior parte dei lampropeltis segue un periodo di brumazione durante l’inverno. Prima di iniziare la brumazione bisogna assicurarsi che lo stomaco sia vuoto, per questo si lascerà il serpente a digiuno per 2 settimane.Dopo la temperatura dovrà scendere gradualmente fino a 15-18°,non si alimenterà il serpente durante la brumazione, ma dovrà essere sempre disponibile una vaschetta di acqua fresca. Questo periodo di brumazione durerà per 4-6 settimane, dopo di che si riporterà GRADUALMENTE alla temperatura normale, e si offrirà una preda. La brumazione è utile nel caso si voglia tentare l’accoppiamento. Il rigurgito della preda è un problema frequente nei Lampropeltis tenuti in cattività, questo può essere causato da un maneggiamento del serpente subito dopo un pasto, temperature troppo basse, prede troppo grandi o parassiti interni.

Sottospecie 
Lampropeltis triangulum abnorma (BOCOURT, 1886)
Lampropeltis triangulum amaura (COPE, 1861)
Lampropeltis triangulum andesiana WILLIAMS, 1978
Lampropeltis triangulum annulata (KENNICOTT, 1861)
Lampropeltis triangulum arcifera (WERNER, 1903)
Lampropeltis triangulum blanchardi STUART, 1935
Lampropeltis triangulum campbelli QUINN, 1983
Lampropeltis triangulum celaenops STEJNEGER, 1903
Lampropeltis triangulum conanti WILLIAMS, 1978
Lampropeltis triangulum dixoni QUINN, 1983
Lampropeltis triangulum gaigae DUNN, 1937
Lampropeltis triangulum gentilis (BAIRD & GIRARD, 1853)
Lampropeltis triangulum hondurensis WILLIAMS, 1978
Lampropeltis triangulum multistrata (KENNICOTT, 1861)
Lampropeltis triangulum nelsoni BLANCHARD, 1920
Lampropeltis triangulum oligozona (BOCOURT, 1886)
Lampropeltis triangulum polyzona (COPE, 1861)
Lampropeltis triangulum sinaloae WILLIAMS, 1978
Lampropeltis triangulum smithi WILLIAMS, 1978
Lampropeltis triangulum stuarti WILLIAMS, 1978
Lampropeltis triangulum syspila (COPE, 1888)
Lampropeltis triangulum taylori TANNER & LOOMIS, 1957
Lampropeltis triangulum triangulum (Lacépède, 1788)

Distribuzione

USA (Illinois, New Mexico, Texas, Oklahoma, Kansas, Nebraska, Minnesota, Colorado, Wyoming, Montana, Utah, Arizona, Michigan, Iowa, Missouri, Arkansas, Louisiana, Mississippi, Alabama, Georgia, Florida, South Carolina, North Carolina, Virginia, West Virginia, Kentucky, Indiana, Illinois, Wisconsin, Ohio, Maryland, Philadelphia, New Jersey, New York, Rhode Island, Connecticut, Massachusetts, New Hampshire, Vermont, S-Maine) Mexico, Guatemala, Honduras, Belize, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Colombia, Venezuela, Ecuador

Lampropeltis triangulum abnorma: ?
Lampropeltis triangulum amaura: SW-Arkansas, SE-Oklahoma south to the golf coast of Texas and Louisiana
Lampropeltis triangulum andesiana: Huila (Columbia)
Lampropeltis triangulum annulata: S-Texas, S-Tamaulipas to C-Nuevo Léon, S-,E-Coahuila (Mexico)
Lampropeltis triangulum arcifera: Morelos, Guerrero, Michoacán, Jalisco, W-Querétaro (Mexico)
Lampropeltis triangulum blanchardi: ?
Lampropeltis triangulum campbelli: S-Puebla, E-Morelos, N-Oaxaca (Mexico)
Lampropeltis triangulum celaenops: SW-Texas, E-New Mexico
Lampropeltis triangulum conanti: Sierra Madre del Sur in Guerrero, Oaxaca (Mexico)
Lampropeltis triangulum dixoni: S-San Luis Potosí, NE-Querétaro (Mexico)
Lampropeltis triangulum elapsoides): N-Virginia, North Carolina through S-Florida, Mississippi, Tennessee, S-Kentucky
Lampropeltis triangulum gaigae: mountains in Costa Rica, Panamá
Lampropeltis triangulum gentilis: Kansas, W-Oklahoma, E-Colorado, Texas panhandle, C-, SW-Nebraska, C-, W-Kansas
Lampropeltis triangulum hondurensis: carribbean side of Honduras, Nicaragua, NE-Costa Rica
Lampropeltis triangulum micropholis: Costa Rica, Panamá, Columbia, Venezuela, Ecuador
Lampropeltis triangulum multistrata: C-,N-Nebraska, C-Montana, SW-North Dakota, C-Wyoming
Lampropeltis triangulum nelsoni: S-Guanjuato, C-Jalisco, Colima, NW-Michoacán, Tres Marias
Lampropeltis triangulum oligozona: Oaxaca, Chiapas (Mexico), Esquintla (Guatemala)
Lampropeltis triangulum polyzona: Vera Cruz, E-San Luis Potosí, Tabasco, Belize
Lampropeltis triangulum sinaloae: SW-Sonora, Sinaloa, SW-Chihuahua (Mexico)
Lampropeltis triangulum smithi: SE-San Luis Potosí, E-Querétaro, Hidalgo, NE-Puebla, Veracruz (Mexico)
Lampropeltis triangulum stuart: El Salvador, Honduras, Nicaragua, NW-Costa Rica (pacific side)
Lampropeltis triangulum syspila: S-Indiana through NW-Mississippi, W-Kentucky, SE-South Dakota through E-Oklahom
Lampropeltis triangulum taylori: C-, NE-Utah, W-Colorado, N-Arizona
Lampropeltis triangulum triangulum: Maine bis Minnesota, N-Alabama, Tennessee, Georgia, North Carolina, Illinois, Kentucky, S-Quebec (Canada)

Sinonimi:
Coluber triangulum LACÉPÈDE 1789: 86
Lampropeltis triangula – COPE 1860: 256
Lampropeltis polyzonus – DITMARS 1934 (fide VILLA et al. 1988)
Coronella annulata – GÜNTHER 1893 (fide VILLA et al. 1988)
Lampropeltis polyzona blanchardi – SCHMIDT & ANDREWS 1936 (VILLA et al.)
Lampropeltis triangulum – STEBBINS 1985: 194
Lampropeltis triangulum triangulum – CONANT & COLLINS 1991: 207
Lampropeltis triangulum – LINER 1994
Common name: Scarlet kingsnake
Lampropeltis triangulum abnorma (BOCOURT 1886)
Coronella formosa var. anomala BOCOURT 1886: 614 (preoccupied)
Coronella formosa abnorma BOCOURT 1886 (nom. subst. pro anomala)
Lampropeltis triangulum abnorma – SMITH 1942: 246
Lampropeltis triangulum abnorma – PETERS & OREJAS-MIRANDA 1970: 138
Lampropeltis triangulum amaura (COPE 1861)
Lampropeltis triangulum amaura – CONANT & COLLINS 1991: 210
Lampropeltis triangulum annulata (KENNICOTT 1861)
Lampropeltis annulata COPE 1860: 257 (refers to forthcoming ms. of KENNICOTT)
Lampropeltis annulata KENNICOTT 1861: 329
Lampropeltis triangulum annulata – CONANT & COLLINS 1991: 209
Lampropeltis triangulum celaenops STEJNEGER 1903
Lampropeltis triangulum celaenops – CONANT & COLLINS 1991: 209
Lampropeltis triangulum elapsoides (HOLBROOK, 1838)
Coluber doliatus LINNAEUS (fide COPE 1860: 256)
Coronella doliata HOLBROOK 1842 (fide COPE 1860: 256)
Ophibolus doliatus – BAIRD & GIRARD 1853: 89
Lampropeltis doliata – COPE 1860: 256
Lampropeltis triangulum doliata – TAYLOR 1951
Lampropeltis triabgulum temporalis COPE 1893
Lampropeltis triangulum virginiana BLANCHARD 1920
Lampropeltis triangulum elapsoides – CONANT & COLLINS 1991: 210
Lampropeltis triangulum gentilis (BAIRD & GIRARD 1853)
Ophibolus gentilis BAIRD & GIRARD 1853: 90
Lampropeltis triangulum gentilis – CONANT & COLLINS 1991: 209
Lampropeltis triangulum micropholis (COPE 1860)
Lampropeltis micropholis COPE 1860: 258
Lampropeltis triangulum micropholis – PETERS & OREJAS-MIRANDA 1970
Lampropeltis triangulum multistriata KENNICOTT 1861
Lampropeltis multistriata KENNICOTT 1861: 328
Lampropeltis triangulum multistriata – CONANT & COLLINS 1991: 209
Lampropeltis triangulum oligozona (BOCOURT 1886)
Coronella formosa oligozona BOCOURT 1886
Lampropeltis triangulum oligozona – SMITH 1945: 202
Lampropeltis triangulum oligozona – PETERS & OREJAS-MIRANDA 1970
Lampropeltis triangulum polyzona (COPE 1861)
Lampropeltis polyzona COPE 1860: 258
Lampropeltis triangulum polyzona – SMITH 1945: 200
Lampropeltis triangulum polyzona – PETERS & OREJAS-MIRANDA 1970: 139
Lampropeltis triangulum syspila (COPE 1889)
Lampropeltis triangulum syspila – CONANT & COLLINS 1991: 208

Scheda a cura di : 
Ugo Lo Presti
Fonti:
Captive care of kingsnakes and milksnakes
By Petra Spiess-Rocky mountain herpetoculture

 

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