Gongylophis colubrinus

Gongylophis colubrinus
(ex Erix 
colubrinus )
BOA DELLE SABBIE
Famiglia : Boidae

Diffusione : Il boa delle sabbie è diffuso nel continente africano e più precisamente in Tanzania,Kenia,Ethiopia,Sudan,Somalia del nord,Chad del nord,Nigeria orientale ,Egitto,lybia orientale.

Il terrario :I boa delle sabbie sono serpenti di facile mantenimento a patto che si rispettino alcune semplici regole.per l’allevamento di questi boidi è preferibile utilizzare dei fauna-box poiché sono pratici,poco costosi ed inoltre risulta difficile osservare questi serpenti in contenitori non trasparenti ,i boa delle sabbie riemergono raramente dal substrato.inoltre questi animali sono dei veri assi della fuga,ed il semplice spazio compreso tra i due vetri anteriori di un qualunque terrario ,è sufficiente mente largo affinché un piccolo eryx riesca a passarci.

Substrato : Ci sono pensieri discordanti per quanto riguarda il substrato.
I risultati di varie ricerche sul campo rivelano che gli eryx passano la maggior parte del loro tempo in gallerie sotterranee di altri animali,piuttosto che in gallerie scavate nella sabbia.
Di conseguenza il nome “Boa delle sabbie” trae in inganno.
Il vero problema è che la sabbia non costituisce un buon substrato per l’allevamento in ternario,si sono verificati numerosi casi di costipazione dovuti all’ingestione di sabbia,ghiaia ecc.
Di conseguenza ritengo che il miglior substrato per l’allevamento degli eryx sia il tutolo di mais.
È facilmente reperibile,sicuro,relativamente economico ed ha un aspetto abbastanza naturale.
Il peso del substrato è di importanza rilevante affinché il serpente si senta sicuro.di conseguenza un substrato costituito da ghiaia può essere meno profondo di un substrato costituito da tutolo.

Requisiti di Temperatura e Umidità :La temperatura dovrebbe oscillare tra i 24° e i 30°,cercando di creare una escursione termica tra i due estremi del fauna-box.un punto in cui la temperatura raggiunga i 35° è utile nel caso di femmine gravide o di serpenti che hanno mangiato recentemente.
Per soddisfare queste esigenze è utile installare un cavetto riscaldante al di sotto si un estremità del ternario,questo dovrebbe coprire circa il 25% della superficie totale del fauna-box.
È molto importante misurare la temperatura con un termometro direttamente nella sabbia,poiché la maggior parte dei rettili si adeguano alla temperatura del substrato,e non dell’aria.
In fatto di umidità i boa delle sabbie non creano problemi,essi abitano zone soprattutto aride.
L’unica accortezza è quella di fornire un contenitore basso,colmo di acqua,ed anche se bevono raramente ci capiterà sempre prima o poi di scorgerli mentre si “rinfrescano”.
Tuttavia la bassa percentuale di umidità crea alcuni problemi per quanto riguarda la muta,quindi consiglio di controllare che non siano rimasti attaccati alla pelle del serpente dei brandelli di muta,in questo caso è utile bagnare la parte interessata con dell’acqua tiepida,aspettare,e togliere delicatamente con delle pinzette i residui di muta.
Questa procedura dovrebbe essere effettuata da persone con un minimo di esperienza per evitare di danneggiare fisicamente l’animale.

Alimentazione: In natura i boa delle sabbie predano piccoli roditori e lucertole,che attendono rimanendo sotterrati e percependone le vibrazioni.
In cattività si abituano facilmente alle prede scongelate,generalmente topi.una semplice regola è quella di offrire prede grandi all’incirca quanto la parte centrale del corpo del serpente .i baby dovrebbero essere alimentati ogni 5-7 giorni,e gli adulti da ogni settimana ad ogni mese,secondo la grandezza del serpente e dei pasti.
Le prede vive possono essere lasciate direttamente sul substrato se questo è costituito da tutolo di mais,nel caso sia costituito da sabbia,ghiaia o qualunque altro materiale non ingeribile,è opportuno spostare i serpenti in un altro contenitore con un po’ di tutolo.se la preda è scongelata,bisogna riscaldarla,magari su una piastra riscaldante, finchè non raggiunge la temperatura di un topo vivo.
I boa delle sabbie sono serpenti notturni,quindi è preferibile offrire il pasto di notte,o per lo meno oscurare il fauna-box. , è consigliabile separarli nel caso siano presenti più esemplari in uno stesso fauna-box,e dopo il pasto è preferibile non toccarli per almeno 2-3 giorni.

Riproduzione : In cattività i boa delle sabbie raggiungono la maturità sessuale in 3-4 anni,il grande dimorfismo sessuale si manifesta con la differenza notevole di dimensioni tra maschio e femmina.
In generale i serpenti sono pronti per la riproduzione a circa 2/3 del loro formato medio da adulti.
Per le femmine di boa delle sabbie ,il fattore critico è il peso piuttosto che la lunghezza.le femmine crescono velocemente in lunghezza per i primi due anni,in seguito cominciano ad aumentare di peso,di conseguenza una femmina di due anni,lunga 50cm che pesa 100g non è sessualmente matura,ma un anno dopo quando la lunghezza sarà di 55cm e il peso di 160g potrebbe esserlo.
Essendo una specie tropicale Eryx colubrinus loveridgei può essere riprodotto senza alcun periodo di brumazione.
Un aumento dell’umidità può aiutare a stimolare l’attività riproduttiva.
Dopo l’accoppiamento,che può durare da qualche settimana a qualche mese,prima della avvenuta fecondazione,segue un tempo di gestazione di circa 4 mesi,dopo i quali la femmina gravida darà alla luce piccoli già perfettamente formati, avvolti in una membrana embrionale.al momento del parto è consigliabile non utilizzare un substrato di sabbia o altro materiale fine, perché esso potrebbe causare fastidi ai serpenti neonati. è utile invece spostare i piccoli in un contenitore pulito,con tovaglioli di carta umidi,affinché riescano a liberarsi completamente dalla membrana.
Si libereranno entro una settimana o dieci giorni,dopo di che è possibile offrirgli il loro primo pasto.

 

Sottospecie :
Gongylophis colubrinus colubrinus (LINNAEUS, 1758)
Gongylophis colubrinus loveridgei STULL 1923

Sinonimi :
Anguis colubrina LINNAEUS 1758: 228
Eryx thebaicus REUSS 1834: 134
Eryx jaculus – PARENTI & PICAGLIA 1886
Eryx thebaicus BOULENGER 1896
Eryx loveridgei STULL 1932
Eryx rufescens AHL 1933
Gongylophis colubrinus rufescens
Gongylophis colubrinus – MCDIARMID, CAMPBELL & TOURÉ 1999: 210

Scheda a cura di : 
Ugo Lo Presti
Fonti:
sheet scritto da Chris Harrison (http://www.kingsnake.com/sandboa/captive.html)

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