Serpenti e Umidità

Serpenti e Umidità Articolo di Franco Vignato

Spesso l’entusiasmo e la passione ci portano a compiere azioni nei riguardi dei nostri amici striscianti non proprio ortodosse.
Il pensiero e la preoccupazione per la loro salute non deve lasciare il posto all’irrazionalità; spesso ci si industria per fornire le condizioni di vita migliori ed inevitabilmente si sbaglia.
Le domande più frequenti, parlando tra amici e consultando gli innumerevoli forum, riguardano proprio la grandissima ed ingiustificata ansia che prende neofiti e anche esperti. A volte basta solo un po’ di buonsenso e quasi tutto si aggiusta, e poi l’importanza fondamentale dell’esperienza che tutti ci siamo fatta sbagliando e riprovando.
L’errore fondamentale è quello di cercare di ricreare, nel migliore dei modi, l’habitat naturale del serpente; dopo poco ci si rende conto delle difficoltà insormontabili alle quali andremo incontro, ed allora, per forza di cose, l’ambiente da noi ricopiato malamente sarà solo un pallido surrogato di una foresta oppure un deserto, una pietraia ecc.
Personalmente preferisco l’estrema semplicità, con l’utilizzo di soli materiali naturali, legno, vetro, terracotta.
Preferire un solo sistema di illuminazione che funzioni anche come valido riscaldamento diurno, per la notte una lampada ad infrarossi o ceramica opportunamente collegata ad un termoregolatore. Una bella ciotola di terracotta per l’acqua e un vaso rovesciato come tana. Ho sentito di follie riguardanti neon UV, spot da centinaia di Watt, tappetini riscaldanti, umidificatori ad ultrasuoni, orrendi arredamenti in plastica e palestra free climbing per un……pitone reale!
Ovviamente poi è la disperazione: il pitone non mangia, si ammala …scappa di casa. Non è la brumazione e neanche la leggendaria “inappetenza” del reale, è solo la nostra ansia riversata sul povero serpente che, stressato, protesterà come sa fare.

Umidità.
Senza fare un trattato scientifico sulle reali necessità in fatto di umidità, l’ambiente del nostro serpente sarà un valido compromesso tra il naturale habitat dell’animale e le strette pareti della teca casalinga. La cosa da tenere presente è la salvaguardia della salute del serpente; su qualsiasi manuale si potrà leggere che ogni serpente ha bisogno di una certa umidità correlata alla temperatura.
E qui cominciano le difficoltà, spesso i valori da noi ottenuti non sono quelli ottimali (almeno secondo il manuale) se il terrario ha troppe prese d’aria l’umidità all’interno sarà sempre troppo bassa, viceversa se la teca non ha sufficiente ricircolo ci sarà un ristagno di umidità con conseguente

comparsa di condensa sui vetri e le pareti della teca.
Facciamo adesso un esempio, qual è l’habitat naturale di un Pitone reale? Le pareti di casa nostra verrebbe da dire, visto che viene allevato in cattività da molte generazioni.
Comunque stando ai manuali, il Python regius in natura vive in gran parte dell’Africa e comprende una zona che va dal Senegal alle isole di Capo Verde fino al centro dell’Africa equatoriale, Congo , Burundi e Angola. Le temperature in media vanno dai 22 ai 32 gradi, il tasso di umidità varia dal 50 al 90%. Un 10 % di animali vivono in zone steppiche e desertiche con temperature che vanno da 0 a 22 gradi, altri animali vivono in ambienti monsonici e piovosi da fare invidia ad un Chondropython.
Capirete bene la scarsa importanza che riveste un tasso di umidità standard per un simile animale.
Il buonsenso suggerisce di non preoccuparsi più di tanto, e mettere nella teca una ciotola di acqua sempre fresca, possibilmente in terracotta poiché una leggera evaporazione dalle pareti di coccio, anche se smaltata, è sempre presente; la ciotola o bacinella deve essere ben proporzionata alle dimensioni del terrario in modo da permettere l’immersione dell’animale. Ovviamente per un pitone moluro di oltre 5 metri si provvederà ad allestire una vasca idromassaggio Jacuzzi di almeno due metri quadri.
Questi parametri minimalisti vanno bene per tutti i serpenti (mi sono stati confermati da numerosi esperti allevatori), anche considerando che un alto tasso di umidità, correlato alle alte temperature è un fertile terreno per numerose malattie, acari e muffe che,se sono sopportate bene in natura dove la convivenza con i parassiti è un dato di fatto, in cattività forse a causa delle ridotte difese immunitarie, sono causa di gravissimi problemi di salute. L’alto tasso di umidità rende inoltre molto pericolosi gli sbalzi di temperatura, che possono determinare pericolose forme patologiche come raffreddore e polmonite.
L’unica cosa importante e di facile realizzazione è avere la possibilità di nebulizzare l’interno del terrario nell’immediata vicinanza della muta, per favorire il distacco della vecchia pelle.
Ho volutamente tralasciato le necessità di serpenti super specializzati come Chondropython (Morella viridis) e Corallus (in genere tutti i boidi arboricoli) che, per il loro costo e delicatezza, necessitano di cure ed attrezzature adatte ad allevatori molto esperti (terrari verticali con piante vive, illuminazione adeguata alle foreste pluviali, alte temperature e pioggia artificiale).

Bibliografia:
Per gli areali di distribuzione del Python regius cfr.
Pitone Reale e Boa Costrittore
Di M. Millefanti
De Vecchi editore – 2000 Milano

Articolo di Franco Vignato

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