Python molurus Collocazione nel Terrario e gestione degli Adulti

Il Pitone moluro bivittato nel Rettilario dello Zoo di Roma.

Collocazione in terrario e gestione degli adulti.

Il maschio e la femmina ospiti della collezione del Rettilario dello Zoo di Roma, vennero acquisiti nel Novembre 1983, provenienti da un allevamento privato della ex Germania Federale.
Entrambi adulti, il maschio registro’ all’entrata una lunghezza di m.2,70 ed un peso di 19Kg; la femmina una lunghezza di m.3,85 circa, ed un peso di 37Kg. Vennero alloggiati in un terrario di cm.250 x 450 di base, per cm.220 di altezza. Temperatura ed umidita’ prodotte da un sistema di condizionamento automatizzato. La temperatura del terrario e’ sempre stata mantenuta fra i 27-30 gradiC al di’, ed i 21-25 gradiC di notte, senza effettuare variazioni stagionali. L’illuminazione era in parte naturale (il terrario era provvisto di un lucernario) ed in parte artificiale (consistente in tubi fluorescenti neon true-light e lampade ad incandescenza di tipo Osram). La variazione del fotoperiodo ha seguito gli andamenti stagionali tipici della regione Paleartica. Nella stagione invernale l’illuminazione artificiale รจ stata protratta per due ore dopo il tramonto.


Python m. bivittatu
s – Zoo di Roma 1987


All’interno del terrario era sempre fornita luce artificiale, in aggiunta a quella naturale proveniente dai lucernari, per esigenze espositive del rettilario, i cui vetri blindati avrebbero reso altrimenti poco visibili ai visitatori gli animali ospitati. In piena estate il terrario veniva illuminato per 16 ore, mentre in inverno i pitoni usufruivano di 10 ore di luce. Altre lampade ad emissione infrarossa ed ultravioletta erano collocate in posizione elevata e riparata all’interno della gabbia, per svolgere funzioni di supporto termico di emergenza le prime, azione antibatterica le seconde. I Pitoni moluri osservati, non sono mai stati sollecitati ad affrontare l’annuale periodo di letargo tipico nella stagione fredda dell’India settentrionale. Una porzione della pavimentazione del terrario (circa un terzo della superficie totale) e’ stata riscaldata tramite serpentine in rame percorse da acqua calda, incorporate nel basamento di cemento armato . Quale substrato sono state utilizzate rocce levigate e sabbia di fiume sterilizzata, il cui spessore varia dai 50 ai 60cm., a seconda dei differenti punti del terrario. Grandi rami aumentavano le possibilita’ di movimento in questo spazio. In un angolo della gabbia si trovava un vascone a sezione ellittica di circa cm.120 x 90, profondo circa 70cm. L’umidita’ relativa (UR) era oscillante fra i valori di 65-85% al di’ e 80-90% per la notte.
I pitoni sono stati tenuti sotto osservazione giornalmente per 11 ore. Non sono state effettuate osservazioni notturne.


Python m. bivittatu
s – Zoo di Roma 1995

Mauro Picone

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